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lunedì 12 dicembre 2011

n.a.s.f. 7 - Tribute

Dalla prefazione di Carlo Trotta:

"Da quelle parti sotto la cupola leggermente rosata, mantenuta con un atmosfera terrestre, in quella sorta di strano purgatorio, ci si vedeva molto spesso Kurt Vonnegut. Kurt non giocava a poker. Gironzolava e si guardava attorno, faceva due chiacchiere con gli altri, spesso e volentieri, ma a chi lo conosceva bene appariva depresso. Probabilmente lo stupore del constatare che Trafalmadore non era una sua invezione, l'aveva intellettualmente debilitato. Vedere i trafalmadoriani poi... meglio non parlarne. Era comunque sempre pronto alla battuta, alla risposta sarcastica ai limiti del cinismo, a dibattere senza prevaricare su qualsiasi argomento. Era ancora un po incazzato per esser morto in modo così stupido, scivolare e batter la testa, come un qualsiasi anziano, quella testa così meravgiliosamente funzionante. Sapeva di essere ancora amato sulla terra, lo sentiva persino da li, per questo si dispiaceva, è come se dopo morto avesse capito che avrebbe potuto dare molto di più."

lunedì 28 novembre 2011

Quando penso che Beethoven è morto mentre tanti cretini ancora vivono...


Oggi pomeriggio sono andata da Feltrinelli (idea originalissima per altro, c'eravamo solo noi proprio) mirata: avrei dovuto comprare un libro per me, 1q84, e uno per mia madre, nei giardini d'acqua, e invece mi sono ritrovata a un certo punto con una pila di libri, compresi libri già letti ma in un'edizione nuova. Ho riflettuto a lungo, mi sono fatta mentalmente i calcoli di quanti soldi non ho, e ho abbandonato quelli già letti, ma ho comprato comunque l'ultimo di Banana Yoshimoto, High & Dry. Primo amore.

Sebbene ami passionalmente alcuni dei suoi libri, di altri mi sono pentita di averli letti. Eppure non riesco a smettere di comprarli (addirittura molti ne ho in duplice edizione -_-'), spero sempre di avere la meravigliosa sorpresa avuta con presagio triste, quindi chissà, mi do speranza. Questo per dire, che avevo in mano anche il libro di cui nel titolo, e poi l'ho lasciato li. Ma già sono pentita! Una breve recensione trovata sul sito dell'editore, che non mi convince comunque del tutto:
"Un giorno, durante una mostra di maschere, Beethoven rientra nella vita di Eric-Emmanuel Schmitt. Lo scrittore ricorda che un tempo, durante l'adolescenza, ne era appassionato. Perché Beethoven si è allontanato? Perché l'uomo di oggi non prova più quelle emozioni, quel romanticismo, quelle tempeste interiori, quella gioia? Chi è scomparso, Beethoven o noi? E chi è l'assassino? Al breve saggio fa seguito un racconto, Kiki van Beethoven, la storia di una radiosa sessantenne che, grazie alla musica, riuscirà a cambiare la propria vita e quella delle sue tre amiche. Una favola sulla giovinezza perduta e sui segreti sepolti." 
Fonte: Edizioni e/o